II parte – Rinascita cinquant’anni dopo…ancora un sogno? di Vanni Pala
Replica
Sono consapevole di non essere l’unico sardo ad avere coscienza e sensibilità sarda fuori da ogni ideologia o schema precostituito di sardismo (termine oltremodo abusato, senza averne titolo, da tutti i nostri politici).
Il razzismo non è ideologia. E’ solo ignoranza, concetto universalmente valido e riconosciuto. Il razzista è categoricamente nell’errore, al di fuori della verità perché al di fuori dalla conoscenza di ciò che accusa ed odia in maniera distorta, cattiva e malata. Dico questo con la pretesa di essere nel giusto. Non ho mai creduto, per esempio, che essere di sinistra o di destra fossero verità universali, sono invece solo scelte su diversi punti di vista. Pur ritenendomi persona progressista e di sinistra ho sempre pensato e rafforzato l’idea per cui chiedere un approccio sociale di tipo solidale e quindi redistributivo -dal punto di vista fiscale- per ottenere una maggiore equità sociale, fosse una democratica accettazione di un patto sociale sotto questa base Leggi l’articolo completo
Ho acceso, come da cattiva abitudine, una sigaretta nelle scale della New York Public Library e camminando verso la fermata della metropolitana Grand Central Station mi sono confuso fra le migliaia di persone che trafficano la midtown. La mente iniziava ad immaginare le tinte del quadro che avrei trovato davanti di lì a poco in pieno Greenwich Village, a pochi metri dalla NYU. A passo lento ho raggiunto Casa Italiana Zerilli/Marimò vivendo col massimo rispetto la personale perplessità per l’incoerenza della sede che avrebbe ospitato il concerto del Coro Ortobene di Nuoro. Senza niente togliere alla nobiltà della “Casa”, la cui qualità degli eventi ha abbondantemente varcato i confini cittadini, ho trovato una certa forzatura nell’incastro fra la provenienza del Coro e la sede ospitante, la cui mission è Leggi l’articolo completo 

Lunedì 21 novembre è stato un giorno fondamentale per l’indipendentismo sardo e le battaglie che esso porta avanti contro lo stato coloniale italiano in terra Sarda. La liberazione di Bruno Bellomonte e la sua detenzione durata 29 lunghissimi mesi, solleva mille interrogativi e infiamma, fortunatamente, il dibattito sull’indipendentismo sardo e il rapporto tra il popolo sardo e lo stato italiano, per sua natura, quest’ultimo, avverso a questa spinta popolare e politica nell’Isola.
Possiamo sapere chi siamo, comprenderci appieno, unicamente quando conosciamo il diverso.
Leggere “Dove andremo a finire?, di Matteo Fenu” mi ha fatto riflettere.