Dove andremo a finire?, di Matteo Fenu

Siamo alle solite. Ogni giorno non si fa altro che leggere articoli di teppisti che ne combinano sempre una delle loro.
Stamattina in uno dei giornali che vengono distribuiti nella metro leggo ben tre articoli che riguardano accoltellamenti avvenuti nella sola giornata di ieri a Milano: uno riguarda un tunisino che aggredisce il titolare di un Kebab, perchè non gli aveva servito le patatine fritte, un altro parla di un accoltellamento nei navigli in una rissa esplosa tra bande sud-americane e infine l’ultimo tratta di un marocchino colpito al volto con un coltello da ignoti. Continua a leggere

Li volete indifferenti, li avrete ribelli, di Luigi Piga

“Abbiamo scioperato dentro scuola e ora siamo fuori!”. Ero ancora assonnato quando avant’ieri mattina ho letto questo sms inviatomi da mia sorella, liceale dell’Istituto Scientifico G.M. Dettori di Tempio Pausania. Qualcosa non mi tornava, quindi sono andato a vedere un po’ di persona cosa fosse accaduto. Continua a leggere

Monopoli, di Simona Usai

 

 

Vorrei sottoporre l’attenzione su una delle tante piaghe di Milano:gli affitti improponibili.

“Affittasi grazioso monolocale in stabile silenzioso mq 18,€ 550”.

Milano è una delle capitali della moda,delle discoteche VIP e delle Lamborghini parcheggiate in pieno centro;è un vero peccato che il 90% della popolazione che”vive”in questa colorata citta’non riceva inviti per assistere alle sfilate,il sabato sera non frequenti i Priveè delle discoteche VIP,tantomeno ha la remota possibilita’ di parcheggiare la Lamborghini in pieno centro.

E’una citta’fatta di studenti,di lavoratori con uno stipendio magrissimo e di persone che la Lamborghini avranno la possibilita’ di vederla solo su una rivista.

Ora la domanda è la seguente: CON UNO STIPENDIO COMUNE DI 1000 € COME SI Continua a leggere

Monti: dal bordello di Arcore al capitalismo imperialista, di Luigi Piga

Un tecnico al potere. É questa la svolta italiana per uscire dalla crisi. Il supertecnico Mario Monti è stato nominato in questi giorni senatore a vita dal Presidente della Repubblica e ora si occuperà della formazione di un nuovo governo, appunto tecnico, che dovrebbe far assumere le giuste misure di politica economica che l’Europa e il resto del mondo chiedono a gran voce.
Continua a leggere

Prove di regime? (Parte II), di Luigi Piga

In queste ultime settimane si parla pressochè ogni giorno delle pressioni sull’Italia provenineti dai vertici europei affinchè il nostro Governo intraprenda delle misure strutturali al fine di riacquistare la credibilità che anno dopo anno abbiamo perso. Questa credibilità mancante è la causa della sfiducia dei mercati e, di conseguenza, il rialzo dei rendimenti richiesti per l’acquisto dei nostri titoli di Stato. Maggiori rendimenti significano maggiori interessi passivi da ripagare. Maggiori interessi passivi, portati all’estrema conseguenza, equivalgono al rischio default. L’evenutuale default italiano avrebbe conseguenze devastanti sull’intera Unione Europea, politica ancor prima che monetaria.
Continua a leggere

New York City fra due fuochi, di Filippo Pala

New York e’ una realtà straripante. Poche le sfumature pastello per la città più attraente ed inflazionata della terra. Il frastuono e la frenesia costringono ad una quotidianità al di là del limite, due taglie sopra la media. La raffinatezza non e’ alla portata di tutti; e’ la vanità dell’immensità dei grattacieli specchiati a prevalere nell’immediata percezione della città. Tutto il mondo si e’ dato appuntamento all’ombra di Manhattan per giocare un partita con ferree regole americane. Reclutamento delle forze armate come scintillante ufficio di collocamento e fast foods lerci che vomitano in serie la stessa mondezza priva di alcuna nobile origine. La buona cultura trova timidamente il suo spazio. Nascosta, silenziosa e sopraffatta dall’opulenza sopravvive fra chi cerca una valida ragione all’insicurezza formalizzata Continua a leggere

Due pesi e due misure, di Paola Cubeddu.

In 58 Stati al mondo si continua ad applicare la pena di morte. Due di questi stati sono gli USA e il Giappone. Davanti a notizie come queste non si può che rimanere sbigottiti, e pensare come ancora esistano paesi civilizzati che applichino quest’orribile pena.
Poi però mi stupisco di come si inneggi al diritto inviolabile alla vita, e si riesca poi a gioire e ad essere felici per la trucida morte di un dittatore, che per quanto possa essersi macchiato di atroci crimini, rimane pur sempre un essere umano.
Cercherò di spiegare al meglio questo mio pensiero onde evitare ogni tipo di fraintendimento.
Qualche giorno fa tv e giornali mostravano le immagini del volto di Gheddafi, Continua a leggere