Lettera ad un bigotto, di Luigi Piga

Ma come fanno le mie amiche ad ascoltare Antony and the Johnsons, Tiziano Ferro, George Michael? Io non capisco. Ho sempre sentito l’omosessualità come un’offesa alle donne: possibile che loro, le vilipese, non la pensino così? D.P. mi ha risposto: “Ascolto tal dei tali perché mi piace, mica ci devo scopare”. Facendo sfoggio di un vocabolario e di un pragmatismo che quasi ammiro, da tanto che ne sono incapace, ma che non condivido. Non credo che una canzone d’amore per gatti possa fungere da canzone d’amore per topi.
Non credo in un amore che prescinda dall’oggetto e possa rovesciarsi indifferentemente su maschi, femmine, bestie, piante, minerali… Se l’amore non ha mèta non è amore, è gorgheggio. E comunque come si fa ad ascoltare un Tiziano Ferro che dichiara “Ho un fidanzato e sono felice”? Si potrebbe farlo se dicesse qualcosa di meno rotocalchistico e di più artistico, ad esempio: “Ho un fidanzato e sono infelice perché questo è un abominio secondo Levitico 18,22 e quindi secondo Dio”. Allora sì.”
Questo è l’editoriale di Camillo Langone per Il Foglio Quotidiano di Giuliano Ferrara, in data odierna.
Beh che dire, signor Langone, un bel manifesto omofobo come sempre più se ne vedono. Non ci poteva far mancare nulla dopo in manifesto sessista e xenofobo (del quale lei si vanta apertamente di essere) inneggiante ai libri da togliere alle donne per incentivarle a fare figli e prevenire l’arrivo dei “barconi”.
Lei è molto intelligente. Lo riconosco, è veramente difficile concatenare in maniera così fine fenomeni complessi, creando dei rapporti causali in modo così spicciolo.
Un mio ex docente disse tempo fa in modo assolutamente non sessista, a differenza sua, che il lavoro è per le donne il miglior anticoncezionale. Sono numeri e statistiche difficilmente attaccabili. Carriera versus famiglia. Lei mi sorprende. Si spinge addirittura oltre, vuole proprio levare loro la cultura, i libri, l’istruzione. Vuole ridurle a serve.
Ma del resto non mi meraviglio. Qualche secolo fa le istituzioni e il credo al quale lei tiene tanto bruciavano vive le stesse donne e i libri venivano messi all’Indice dalla Santa Persecuzione. Lungimiranti. Sapete bene che la cultura, la conoscenza e l’istruzione smuovono le coscienze e mobilitano l’azione, fanno riflettere con la propria testa, cosa che, per vostra natura non accettate, preferendo seguire dei dogmi, tipo quello di Levitico da lei citato, rinunciando al vostro libero arbitrio. Ma non la invidio in fondo. Seguire dei dogmi, per quanto sacrificante e martirizzante possa apparire, è in realtà una delle azioni più pigre in assoluto, almeno mentalmente: delegare in bianco il proprio pensiero al cervello altrui, magari verso qualcuno esistito qualche migliaio di anni fa che, per quanto voi lo consideriate onniscente e onnipresente, non mi sembra aggiornato sull’evoluzione della nostra società.
Sa, signor Langone, noi non seguiamo dogmi, noi eretici seguiamo la nostra coscienza e la nostra ragione, oltre che nostre passioni e i nostri ideali. Siete stati bravi anche in questo, lo ammetto.  Nel corso degli anni siete riusciti a far passare l’idea che eretico fosse chi professasse idee contrarie al credo religioso maggioritario, le divinità, il santissimo, la madonna, i preti, il papa, la chiesa e le sue gerarchie.
E’ una finissima opera culturale in modo da poter far apparire alla massa come un pazzo squilibrato, un malato, un eretico appunto, chi vi opinasse e chi avesse uno spirito critico e libero da preconcetti.
Invece così non è.  Gli eretici esistono da molto prima che esistesse la sua religione, la sua prigione mentale. Lei, da giornalista e scrittore conservatore conoscerà benissimo l’etimologia del termine eretico, dal greco haìresis a sua volta derivante da hairèō, scegliere, prendere, identificando colui che, prima di una scelta o decisione, medita sulla migliore delle opportunità prima di agire.
In origine questo bel termine ricco di significato non aveva nessuna caratteristica denigrativa, parliamo di greco antico ed ebraico, anzi, tutt’altro. Parliamo del periodo antecedente all’arrivo del suo Verbo, parliamo di Pitagorici e Stoici.
Col suo Nuovo Testamento invece le cose cambiarono. In varie lettere compare il termine haìresis con un indicazione sempre più dispregiativa, dandone un significato meramente religioso, colpevolizzando e  mortificando chi non si conformasse ai dogmi religiosi predicati e preferisse, invece, il libero pensiero e l’azione arbitraria. Mi piace pensare al termine eretico come un sinonimo di anarchia, cosa a voi cattolici ultra-conservatori sempre molto scomoda, vista la saccenza, la brama di potere e di controllo sulle masse che vi scorrono nelle vene.
Si lo so sto divagando, ma sinceramente non mi importa e non le devo rendere conto. A me etero che non gradisco il sesso anale in cosa mi potrà mai bacchettare e fare la predica? Un articolo troppo prolisso? Provi a bruciarlo come i suoi predecessori erano avvezzi fare.
 
Rileggo il suo articolo e veramente sono sempre più meravigliato di come lei riesca ad arrogarsi poteri a noi mortali sconosciuti. Innanzitutto riesce a decidere cosa è o non è offensivo per le donne meglio delle donne stesse, riesce a determinare quando esse possano sentirsi vilipese o meno.
Mi ricorda in modo sorprendente cosa M.Bakunin disse a K.Marx a metà dell’800 circa. Le riporto uno stralcio:
Nessuno stato, per quanto democratiche siano le sue forme, foss’anche la repubblica politica più rossa, popolare solo nel suo falso significato noto con il nome di rappresentanza del popolo, sarà mai in grado di dare al popolo quello che vuole, e cioè la libera organizzazione dei suoi interessi dal basso in alto, senza nessuna ingerenza, tutela o violenza dall’alto, perché ogni Stato, anche lo stato pseudo-popolare ideato dal signor Marx, non rappresenta in sostanza nient’altro che il governo della massa dall’alto in basso da parte della minoranza intellettuale, vale a dire quella più privilegiata, la quale pretende di sentire gli interessi ideali del popolo più del popolo stesso.”
Lei cade nella stessa trappola di presunzione. Lei è convinto di sentire cosa è ideale per una donna più di quanto non possa fare la donna stessa nella sua libera scelta. Lei è convinto che la sfrontatezza etero machilista sia l’ideale per la realizzazione e la valorizzazione dell’animo femminile. Riesce a sentirlo lei, anzichè loro. Che slancio di empatia e ammirevole altruismo, me ne compiaccio.
Ma, così, butto giù un’idea da eretico blasfemo,  lei ha mai provato a pensare ad altre situazioni nelle quali si possa percepire, da parte delle donne, del vero vilipendio e offesa?
Cosa sia veramente umiliante. Le botte e le violenze nelle mura domestiche, la concezione maschilista di famiglia patriarcale, l’esclusione dal mondo del lavoro (tipo quella che lei vorrebbe per salvarci dai barconi, che, dai su lo ammetta, non la preoccupa in verità lo sporco negro o il puzzolente tunisino, a lei spaventa l’islamizzazione, spaventano più religioni sullo stesso territorio, la spaventa magari una Mecca di fronte alla sua parrocchietta dall’ostensorio dorato e le cassette della questua traboccanti di umile denaro).
Non pensa siano più umiliate nel prostituirsi per strada picchiate dai loro schiavisti o nell’essere aditate come scostumate semplicemente perchè separate o divorziate, non cresimate o sbattezzate? Non le sembra tutto ciò un vilipendio dell’uomo, inteso come genere umano ancorchè come distinzione sessuale?
Perchè non dedica un po’ del suo preziosissimo tempo ad altre cause? Propongo solamente eh, non vorrei mai dirle cosa fare o cosa non fare. Ad esempio le bambine infibulate in Egitto alle quali vengono tagliate a carne viva le piccole labbra nel tentativo di calmare loro dei peccaminosi bollori, oppure le donne dal viso acidificato dai loro mariti in Bangladesh. Così, giusto alcuni esempi.
Ma sa, ora le farò una confessione da confessionale che magari un po’ la sconvolgerà. Ma sa che addirittura molte donne si sentono eccitate dall’idea che il proprio compagno faccia del depravato sesso anale con un altro uomo?
Lei ha riportato la risposta di quella donna, ma sa, se girasse un po’ nel web, in certi siti o chat, nei quali sicuramente andrà,  quanti annunci che troverebbe da parte di donne eccitate che vogliono vedere il proprio marito alle prese con del sano, libero e consapevole sesso anale con il corpulento manovale che dipinge la facciata fuori casa? Altro che vilipese e offese!!
 
Ma poi mi chiedo dove lei tragga tutta la sua arroganza e presunzione per poter decidere cosa sia o non sia amore? Ma non avrà mica in mente idee del nazifascista Saya che dichiara che “non può essere amore fare del sesso anale….”? Beh del resto voi ultra-cattolici con certi personaggi avete molte affinità. Il Ventennio Fascista lo ricordiamo ancora, ricordiamo il vostro appoggio a purghe e discriminazioni. Inizialmente no, eravate ostili agli espropri che il Duce minacciava e ai vostri privilegi in pericolo. Poi le cose cambiarono e l’ 11 febbraio del 1929 cattolici e fascisti si ritrovarono uniti sotto l’ombrello del Laterano, amorevolemente uniti grazie ad un potere per padre e del denaro per madre. Lei saprà sicuramente che il vostro Papa Pio XI definì, due giorni dopo l’accordo, Benito Mussolini come l’uomo della Provvidenza.
Lei e le sue gerarchie ecclesiastiche, universo maschilista per definizione, luogo in cui ancora oggi, 2012 alle porte, la figura della donna si identifica in quella della perpetua dedita al supporto dell’uomo sacerdote, predicatore di amore fraterno, solidarietà e umiltà. Una vita dedita ai servigi di qualcuno che si considera in nome di qualcun’altro depositario di una verità assoluta e incontrovertibile. Una vita di privazioni alle quali seguono depravazioni su chi difendersi non può, dato che, ormai in tanti sanno, che nelle gerarchie ecclesiastiche l’omofobo non è altro che un omosessuale represso.
 
Nei suoi articoli contro omosessuali, immigrati e donne vedo sempre più retaggi di quel periodo. Fra un po’ oltre che i catto-comunisti avremo anche un bel manipolo di catto-fascisti. Questo si che è pluralismo!!! Un po’ di bigottismo per tutti i colori politici!!
Del resto il bigottismo cattolico e il fascismo hanno un comune denominatore nella spasmodica ricerca dell’ “ordine” e del potere. Nel saper cosa sia giusto, a differenza dell’errore e del peccato,  ed imporlo come tale.
Lei perfino decide cosa sia necessario ad un uomo per essere felice e infelice. Beato lei, le invidio veramente tutta questa sicurezza, si vede che lei è stato baciato dal Signore.
 
Cioè… volevo dire.. colpito dalla parola del Signore..ci siamo capiti.. insomma…mica volevo insinuare che lei e il Signore………
 
 
 
Luigi Piga
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3 thoughts on “Lettera ad un bigotto, di Luigi Piga

  1. Mi congratulo per il tuo post! Hai sprecato anche troppo tempo per in simile idiota.. Vorrei solo dirti una cosa, tutto qllo che hai detto a qsto ‘signore’ è vero se diretto a lui, ma non vorrei che per idioti simili passi l’idea che siano i credenti a esserlo in generale!
    Tempo fa un altro ‘genietto’ parlò erroneamente del rapporto etimologico esistente tra cristiano e cretino.. Parlò erroneamente..citando fonti etimologiche senza fondamento inyerprerativo. Non è il tuo caso, ripeto Langone nemmeno meritava il tuo tempo, ma io sono credente e non voglio che simili mentecatti rappresentino la mia ‘categoria’ o peggio ancora che per oppiamo ad essi io debba auto-rinnegarmi!
    Sono sempre contorta, non so se sono stata chiara, volevo solo dirti che esistono alternative al pluralismo di cui sopra! Esistono i cervelli pensanti!
    Ancora complimenti,
    Virginia

  2. ciao Virginia!grazie del complimento prima di tutto!sai un giorno dissi ad una mia amica che certi personaggi l’articolo te lo scrivono da soli ;-)
    Detto ciò io sulla religione ho le mie idee ma mi piace approcciarmi all’argomento in modo abbastanza libertario in modo che ognuno possa credere o meno, non mi pongo il problema, ognuno fa cosa lo fa sentire meglio e quindi, per me, è giusto così.I problemi si pongono sulle ipocrisie, sulla mancanza di uno stato laico, dell’opulenza, del predico bene razzolo male, il volersi elevare (nel caso del cattolicesimo) a religione principe demonizzando ad ex. l’Islam quando anche l’integralismo Cristiano fa i suoi sfasci. Mi urta l’atteggiamento da predominio culturale stile Max Weber, del quale l’attuale condizione è a mio parere un lascito. Dunque…
    Sei stata chiarissima nel tuo pensiero. A risentirci

    Luigi.

    • L’attegiamento anti Islam è deprecabile! Anzi è contro ogni sano principio e purtroppo è un dato esistente nella cultura italiana e non solo, purtroppo!
      Se dai un’occhiata al mio blog vedrai che siamo in linea. Penso che quel rigetto non meritasse la nostra attenzione, ma era doveroso rispondere poiché simili idiozie purtroppo fanno ancora proseliti. Buon lavoro, Virginia

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