Sulle note del coro Ortobene, per sognare un po’ oltre, di Filippo Pala

Ho acceso, come da cattiva abitudine, una sigaretta nelle scale della New York Public Library e camminando verso la fermata della metropolitana Grand Central Station mi sono confuso fra le migliaia di persone che trafficano la midtown. La mente iniziava ad immaginare le tinte del quadro che avrei trovato davanti di lì a poco in pieno Greenwich Village, a pochi metri dalla NYU. A passo lento ho raggiunto Casa Italiana Zerilli/Marimò vivendo col massimo rispetto la personale perplessità per l’incoerenza della sede che avrebbe ospitato il concerto del Coro Ortobene di Nuoro. Senza niente togliere alla nobiltà della “Casa”, la cui qualità degli eventi ha abbondantemente varcato i confini cittadini, ho trovato una certa forzatura nell’incastro fra la provenienza del Coro e la sede ospitante, la cui mission è Continua a leggere